Qui di seguito in si trovano rosso le sparate del gruppo Insieme per
Masate, subito sotto in nero e poi in verde trovate le nostre risposte, pubblicate
in forma similare anche sulla loro pagina Facebook e da loro prontamente
censurate (la verità fa male!!!)
C’E’
CHI DICE NO... (cit.Rossi V.
1987)
Dovrebbe essere sempre una buona prassi conoscere la genesi di qualsiasi
situazione o argomento si voglia trattare, prima di addentrarsi in un pubblico
dibattito. Così non è, visto che alcuni sono convinti di essere depositari
della verità assoluta, senza avere nemmeno la minima dose di umiltà, quantomeno
per confrontarsi con chi questa situazione sta cercando di governarla da
diversi anni, periodo in cui, questi nuovi “soloni” non c’erano o, se c’erano,
probabilmente dormivano.
Nello specifico si parla ovviamente dell’iter autorizzativo per la
realizzazione di un impianto a biometano sul territorio del Comune di Masate e
parzialmente del Comune di Inzago.
- Perché proprio a Masate?
Con un iter partito nell’anno 2008 (gestione Gariboldi Gianrino)
la società Mi.Co. facente riferimento ai sig.ri
Martinelli e Bizzoni, nell’anno 2010 (gestione Rocco)
ottiene un’autorizzazione da Città Metropolitana per la realizzazione di un
impianto di compostaggio per il trattamento della parte organica dei rifiuti
solidi urbani (f.o.r.s.u.) e di sfalcio del verde per
la produzione di compost (terriccio utilizzato come fertilizzante per orto o
giardino). Per problematiche interne tra i soci della Mi.Co.
non si è mai arrivati alla realizzazione di questo impianto, pertanto l’autorizzazione
è decaduta nel Settembre 2013, ma ha lasciato aperta ad altri soggetti la
possibilità di intervenire su quest’area.
Qui si sono poi inseriti due soggetti privati: Bioenergy
(prima) ed Energa (dopo), con trattative private
svolte con due differenti proprietari di terreni situati nella zona preposta,
per arrivare a dimostrare a Città Metropolitana di essere proprietari, o
quantomeno di avere una proposta di acquisto con la proprietà, condizione
assolutamente vincolante per poter poi presentare qualsiasi tipo di progetto.
Pertanto mai e, in nessun caso, l’Amministrazione Comunale ha contattato un
operatore per la realizzazione di questi impianti, peraltro non essendo
proprietaria dell’area non aveva alcun titolo per poterlo fare.
Chi sostiene questo o è verosimilmente in malafede oppure è in deficit di
conoscenza della reale situazione. Pertanto o si dimostra con atti concreti che
questa Amministrazione abbia contattato l’operatore oppure sarebbe meglio
evitare esternazioni senza alcun fondamento
- Cosa prevede il PGT di Masate in riferimento a questa tipologia di impianto?
Mai questa Amministrazione ha spontaneamente modificato la destinazione d’uso
delle aree in questione consentendo, con il “famoso” asterisco nel PGT, la
realizzazione di un impianto a biometano: semplicemente perché non ne ha la
facoltà.
Si è solamente recepita una “variante di fatto” eseguita da Città Metropolitana
che, con l’autorizzazione del 2010 alla sopracitata società Mi.Co.,
ha di fatto consentito che su quell’area si potesse realizzare un impianto a
valenza sovracomunale ritenuto compatibile con l’attività agricola, recependo
la legge n.387 del 29/12/2003 (in attuazione della direttiva CE n.77 del 2001);
la variante al PGT del 2011 ha definito tale area “attività temporanea di
trattamento rifiuti”, mentre con la variante al PGT del 2017 si è corretta la
definizione in “Impianto per la produzione di biogas e biometano da frazione
organica rifiuti solidi urbani (f.o.r.s.u.) di
interesse sovra comunale”.
L’inserimento del simbolo asterisco (*) sostanzialmente non cambia nulla; con
la sua introduzione l’Amministrazione Comunale ha voluto semplicemente
circoscrivere l’area interessata, così come successe col regolamento fatto
nell’anno 2010 per circoscrivere l’area agricola utilizzata per l’installazione
di impianto fotovoltaico.
- Iter autorizzativo: come si sviluppa?
Cerchiamo, se possibile, una volta per tutte di fare chiarezza sul come si
sviluppa l’iter autorizzativo, chi è deputato a “decidere su che cosa” ma
soprattutto di “quali fasi si compone”, viste le sgangherate ricostruzioni
fatte da singoli individui, stampa e comitati vari, in merito alle posizioni di
volta in volta assunte dall’Amministrazione Comunale di Masate.
Trattasi di un procedimento molto complesso che vede diversi attori riuniti
attorno ad un tavolo ma dove le competenze sono molto ben chiare;
l’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto la rilascia solo ed
esclusivamente Città Metropolitana (ex Provincia); le Amministrazioni Comunali
di Masate e Inzago che, nel caso specifico sono coinvolte, hanno la facoltà
concessa dal legislatore di esprimersi su competenze specifiche quali:
viabilità, mitigazione ambientale, questione odorigena.
L’iter cronologico si è così sviluppato nel corso degli ultimi mesi:
22 Dicembre
2016: Richiesta da parte di Energa c/o Città
Metropolitana di assoggettabilità alla procedura di V.I.A. riguardante
l’impianto in oggetto (produzione di biometano da fonti rinnovabili).
Città Metropolitana (C.M.) risponde che “tale impianto non è soggetto a
procedura di V.I.A.” C.M. stabilisce le conseguenti disposizioni per proseguire
l’iter autorizzativo. C.M. informa il Comune di Masate e quello di Inzago della
richiesta pervenuta e quanto stabilito (No V.I.A.)
2
Febbraio 2017: 1° Conferenza di Servizi; questa si conclude con una
“sospensiva”. Il Comune di Masate evidenzia con forza il tema della “viabilità”
e in sintonia con il Comune di Inzago si richiedono interventi strutturali
lungo la S.P. 125 (Villa fornaci/Vaprio). Il progetto iniziale prevedeva
all’altezza di Via Serpero dalla S.P. 179 (Villa
Fornaci/Trezzo) con un percorso che si sviluppava per circa 900 mt. attraverso
i sentieri di campagna. Si pone inoltre il tema della “mitigazione”
dell’impianto. La società Energa si impegna a trovare
le soluzioni in concertazione con le due A.C. In quella sede i due Comuni
esprimono parere “non favorevole”.
12
Ottobre 2017: 2° Conferenza di Servizi; questa si conclude con “….esito non autorizzabile” in quanto non si è trovato
l’accordo per quanto riguarda la “viabilità” per l’accesso all’impianto.
1°
Dicembre 2017: Il Comune di Masate ed il Comune di Inzago comunicano a C.M. di
accogliere positivamente la nuova proposta in tema di viabilità: Immissione
canalizzata lungo la S.P. 125 per ingresso ad area interessata e, come opera
compensativa (non a scomputo di oneri, ma intervento aggiuntivo), nuova Rotonda
alla Cascina Ravella (incrocio Masate/
Inzago/Bettola/Villa Fornaci). Da entrambi i Comuni, viene valutato
positivamente anche il progetto di mitigazione dell’impianto, anche il livello
di progettazione degli immobili intesi come scatola contenente il ciclo
produttivo risulta adeguato (superata l’incongruenza tra progetto
“architettonico” e “esecutivo”).
QUI
SI PUO’ DEFINIRE COMPLETATA LA PRIMA FASE DELL’ITER AUTORIZZATIVO:
SULL’INSERIMENTO DEL NUOVO IMPIANTO NEL CONTESTO URBANISTICO ESISTENTE, IL
PARERE POSITIVO DELLE AMMINISTRAZIONI SI FERMA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE A QUESTA
FASE.
Si
entra poi nella valutazione dello specifico tecnico per quanto concerne la
realizzazione impiantistica del ciclo produttivo della struttura e questi sono
i passaggi ad oggi susseguitisi:
27
Marzo 2018: Affrontati i temi di nostra competenza, e non avendo ricevuto
valutazioni di merito da parte di C.M. (organo competente all’istruttoria
dell’iter autorizzativo) sul progetto presentato dalla società Energa, sentiti i nostri esperti si richiedono ulteriori
chiarimenti ed integrazioni. Si richiede inoltre che gli stessi vengano
inseriti nel progetto. (Gli 8 punti).
28
Maggio 2018: C.M. invita a partecipare alla 3° Conferenza di Servizi per il
giorno 1 Giugno. Il Comune di Masate risponde: “…in
assenza di risposte alle nostre richieste di chiarimenti ed integrazioni l’Ente
non potrà esprimere parere favorevole”. Inoltre si
aggiunge “tali risposte sarebbero dovuto pervenire in tempo utile per essere
sottoposte ai nostri tecnici di riferimento. Non basta una mera prescrizione”.
Si richiede pertanto il rinvio della Conferenza di servizi. La conferenza si
conclude con la convocazione di un “tavolo tecnico”.
3
Luglio 2018: C.M. convoca un “tavolo tecnico” alla presenza dei tecnici Energa, per analizzare gli 8 punti presentati dai due
Comuni il 27 Marzo 2018 e le ulteriori tematiche poste dai tecnici indicati dai
vari Comitati il 24 Maggio 2018.
11
Ottobre 2018: A seguito dell’ultima nota inviata da C.M. al Comune di Masate a
seguito della documentazione integrativa presentata da Energa,
il tutto viene analizzato dai nostri tecnici. Si avanzano 11 considerazioni e
si conclude dichiarando che “non si hanno sufficienti informazioni/ dati e
garanzie di qualità e sicurezza del processo produttivo progettato”. Il nostro
pertanto potrà essere un parere “negativo” o almeno “sospensivo”.
Questo
è quanto successo dal 22 Dicembre 2016 ad oggi, questi sono gli atti ufficiali
con illustrati tutti i vari passaggi; a chi ci accusa di poca trasparenza, di
scarsa informazione ribadiamo che la funzione di un’Amministrazione Comunale è
quella di affrontare, gestire, governare un processo sicuramente delicato e
complesso come deve essere l’approvazione o meno di un impianto di questo tipo;
l’Amministrazione col notiziario comunale del Dicembre 2017 distribuito in
tutte le case dei Masatesi, aveva informato in modo
dettagliato sullo stato dell’iter autorizzativo a quella data. Probabilmente
fanno più presa e sono più diretti i post sui social ma, non è in questo modo
che si governa un Comune. Non si possono dare informazioni parziali ma passo
dopo passo; soltanto una volta avuti atti e documenti ufficiali, è possibile
conseguentemente aggiornare la comunità.
La posizione di questa Amministrazione Comunale in merito all’impianto è sempre
stata coerente:
ERAVAMO
E SIAMO FAVOREVOLI ALL’IMPIANTO IN QUANTO LO RITENIAMO FUNZIONALE ALLA CHIUSURA
DI UN CICLO COMPLETO DELLA RACCOLTA RIFIUTI NEL NOSTRO AMBITO SOVRACOMUNALE, IL
TUTTO PERO’ DEVE RISPETTARE QUANTO DA NOI RICHIESTO SIA NELLA PRIMA FASE DI
IMPATTO URBANISTICO/AMBIENTALE CHE IN QUESTA FASE DI VALUTAZIONE DEL CICLO
PRODUTTIVO.
SULLA
SECONDA FASE, QUESTA AMMINISTRAZIONE RITIENE CHE ENERGA NON ABBIA FORNITO
SUFFICIENTI GARANZIE DI QUALITA’ E SICUREZZA DEL PROCESSO PRODUTTIVO, PERTANTO,
AD OGGI, IL NOSTRO PARERE NON PUO’CHE ESSERE NEGATIVO.
Noi
pensiamo che sia opportuno fornire alla comunità tutte le informazioni utili al
fine di avere un quadro chiaro ma soprattutto comprensivo. I comitati e
l’opposizione in Consiglio Comunale sono contrari a prescindere all’impianto
biometano? Oppure sono contrari unicamente a questo specifico impianto? Perché,
come sicuramente tutti sapranno, anche la società Bioenergy
ha in corso un iter per la realizzazione di un impianto con le medesime
caratteristiche e proposto prima (Dicembre 2014) della comparsa sulla scena di Energa. Ci chiediamo: perché si è taciuto in quel caso e
non sono state promosse assemblee pubbliche? Forse perché Bioenergy,
ha come consulente tecnico/immobiliare un esponente delle opposizioni?
Invece
di sostenere patetiche ed inesistenti teorie sul “conflitto di interesse” del
Sindaco di Masate, in quanto componente del Comitato di controllo di C.E.M.,
sarebbe forse il caso di guardarsi al proprio interno da parte delle
opposizioni (consigliari e no) e fare qualche considerazione in merito alla
propria trasparenza. Al tempo stesso, i comitati dovrebbero conoscere, al di là
della spocchiose saccense tecniche assolute, chi sono
i reali attori della partita per poi effettivamente comprendere chi si sta
muovendo nell’interesse della comunità e chi invece nell’interesse del privato;
successivamente poi, accettare un confronto pacato dove ognuno possa
liberamente esprimere il proprio giudizio al fine di giungere, perché no, ad
una sintesi comune. Invece, non avendo nemmeno la capacità di gestire un evento
pubblico, si organizzano incontri "settari" che hanno la presunzione
di informare (?!) senza nemmeno aver l’educazione di far esprimere il proprio
punto di vista seppur contrario.
I principi fondamentali della democrazia, prima si dovrebbero conoscere,
successivamente comprendere e, soltanto quando si è in grado di applicarli, dispensarli
al mondo intero.#INSIEMEPERMASATE
Giulio
Sancini e Davide Facchinetti rispondono al
contrattacco del gruppo di maggioranza masatese
relativamente agli impianti a Biogas/Biometano
Carissimi amministratori, vorremmo precisare innanzitutto
che la genesi dei tre progetti (Mi.Co. – Energa - Bioenergy), nonostante
le scarsissime e tardive informazioni da Voi fornite la conosciamo benissimo, e
la verità assoluta è solo quella che l’attuale proposta di realizzazione di
simili impianti (ovvero sia quello di Bioenergy che
quello di Energa, tanto per essere chiari, visto che Mi.Co. è una questione morta e sepolta da tempo) in questo
preciso momento serve solo a garantire i deliberati contributi statali
ai soggetti privati proponenti. Ripetiamo poi che non è oggi necessario
realizzare nuovi impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti in questo ambito
sovracomunale, perché già esistono soluzioni fin da subito percorribili che
evitano questo ulteriore spreco di territorio agricolo.
Quanto a noi
“soloni” dormienti, vi assicuriamo invece che non dormivamo bensì eravamo
completamente ignari del fatto che il Sindaco Rocco e chi con lui, avesse
deciso di chiudere il ciclo dei rifiuti dei Comuni serviti da CEM Ambiente su
un’area del territorio della Martesana a vocazione agricola e definita come Corridoio
ecologico a bassa antropizzazione contemplato nella Rete Ecologica
Regionale.
Giusto per definire bene i ruoli e le competenze specifiche evidenziamo che
l’amministrazione masatese ha infatti palesemente
disatteso i dettami della convenzione europea di AArhus,
poi recepita con la Legge 108/2001, che testualmente recita: all’art. 6 (Partecipazione del pubblico alle decisioni
relative ad attività specifiche), al comma secondo, che “quando viene avviato
un processo decisionale che interessi l’ambiente, il pubblico interessato è
informato in modo adeguato, efficace e a tempo debito, mediante un avviso al
pubblico o individualmente, secondo i casi, all’inizio del processo”; all’art. 7 (Partecipazione del pubblico a
quanto riguarda i piani, i programmi e le politiche relative all’ambiente), che
“ogni parte stabilisce le disposizioni pratiche e/o le altre disposizioni atte
a consentire al pubblico di partecipare all'elaborazione di piani e programmi
in materia ambientale in un quadro trasparente ed equo, dopo avergli fornito le
informazioni necessarie”;
all’art. 8 (Partecipazione del pubblico all'elaborazione di
regolamenti di attuazione e/o strumenti normativi giuridicamente vincolanti di
applicazione generale), che “Ciascuna Parte si sforza di promuovere, in una
fase adeguata e quando tutte le alternative sono ancora praticabili,
l'effettiva partecipazione del pubblico all'elaborazione, ad opera delle
autorità pubbliche, di regolamenti di attuazione e altre norme giuridicamente
vincolanti di applicazione generale che possano avere effetti significativi
sull'ambiente”.
In quanto alla
“spocchiosa saccenza tecnica” a noi riferita, beh
rimane ben proprio poco da dire… Se un sindaco e la sua giunta arrivano a
definire spocchiosi e saccenti chi per professione è chiamato a svolgere un
ruolo di verifica e controllo basandosi sulle proprie specifiche competenze
tecniche acquisite e sulle evidenze dei fatti, forse siamo giunti ad un punto
di non ritorno nella pratica amministrativa... è bene ribadire che gli stessi
spocchiosi e saccenti sono stati invitati da Città Metropolitana di Milano a
presentare le proprie controdeduzioni in un tavolo tecnico appositamente
indetto per approfondire tutte le carenze progettuali in essere nella proposta
presentata da ENERGA, che è bene ribadire,
restano ancora del tutto irrisolte come del resto è emerso palesemente
nel corso dell’assemblea del 18 ottobre scorso.
I cittadini che sono intervenuti ai numerosi eventi
pubblici a cui abbiamo partecipato negli ultimi mesi nei comuni del circondario
hanno ben compreso il significato del nostro agire, così pure come i Tecnici di
Città Metropolitana, i membri della V Commissione Regionale… duole rilevare che
i soli a non avere compreso siano proprio il Sindaco e la maggioranza di
Masate.
Per concludere ribadiamo che
non solo conosciamo perfettamente i principi fondamentali della democrazia ma
li applichiamo con coerenza, argomentando sulla base delle evidenze, evitando
per principio deontologico di lasciarsi andare a chiacchiere prive di
fondamento e del tutto improduttive. Siamo e saremo sempre disponibili ad un
confronto come abbiamo avuto più volte modo di dimostrare.
Giulio Sancini e Davide Facchinetti
Per quanto ci riguarda, noi
Comitati respingiamo con forza le “spocchiose saccenze
tecniche assolute”, ma ci pregiamo semmai di aver rotto sin qui le uova nel
paniere a chi stava per impiantare un ecomostro con una tecnologia sconosciuta
sul nostro territorio (tipologia di impianto per la prima volta realizzata da Energa sull’intero territorio italiano) spacciandolo per
ecologicamente utile.
Abbiamo utilizzato solo ed esclusivamente una serie di
cognizioni tecniche, che sono state ritenute ineccepibili anche da Città
Metropolitana e dalla VI Commissione Ambiente della Regione Lombardia.
Quanto all’interesse della Comunità crediamo di
muoverci bene, e, oltre 1600 firme raccolte, una pagina social con 3900
iscritti, nonché una manifestazione con centinaia di persone in marcia su di un
paesino tranquillo e sornione come Masate ci danno la dimostrazione concreta
dell’interesse della cittadinanza su questi problemi.
Quanto alla cronistoria
dell’annosa faccenda vi ricordiamo che la conosciamo benissimo. Della famosa
MI.CO., da voi rispolverata sappiamo che è una questione morta e sepolta con la
liquidazione della società e sappiamo che il procedimento non ha lasciato
alcuna porta aperta per ulteriori soggetti successivamente entrati in gioco (a
differenza di quanto invece asseriva il gruppo Insieme per Masate) e per questo
non ce ne siamo mai occupati.
Per l’impianto di Bionergy
al momento la storia è simile: Città Metropolitana non ha ritenuto sufficienti
i carteggi da loro prodotti e considera al momento come non presente alcuna
documentazione in merito a nome di questa Societa’.
Ricalcando le sue orme, al momento, anche noi non ci siamo ancora addentrati ad
analizzare il loro progetto presente su Silvia e ormai vetusto, che riteniamo
comunque sbagliato a priori in quanto ad allocazione, per gli stessi identici e
ormai noti motivi che ci vedono in contrasto con l’impianto di Energa.
Ci risulta poi ancora davvero strano da capire come mai proprio proprio e solo nel comune di Masate ci siano ad oggi ben 3 iter attivati negli ultimi 2-3
anni per l’installazione di questi impianti, mentre nessun altro iter risulta
attivo in tutto il C.E.M. (59 comuni), o ancora in tutta la Città Metropolitana
di Milano (134 comuni). Puro caso? Consentiteci almeno di dire “Che sfiga!!!”.
In quanto
all’asserzione “ERAVAMO E SIAMO FAVOREVOLI ALL’IMPIANTO IN QUANTO LO RITENIAMO
FUNZIONALE ALLA CHIUSURA DI UN CICLO COMPLETO DELLA RACCOLTA RIFIUTI NEL NOSTRO
AMBITO SOVRACOMUNALE” è ridicola, cercate invece di fare in modo di trattare il
quantitativo più elevato possibile di FORSU in ambito ancor più ristretto,
comunale o di quartiere per esempio. Le tecnologie ci sono e i paesi più
civilizzati già le applicano. In Lombardia già trattiamo più FORSU di quanta ne
produciamo e aprire altri impianti significa solo andare ad importarne di più
(non mi pare un concetto così difficile). Far viaggiare un prodotto del genere
dal punto di vista energetico NON HA SENSO! Serve solo ad ingrassare i soggetti
privati proponenti!
Infine, a riguardo
della trasparenza dell’iter procedurale sottolineo che il 1° Dicembre 2017, il
Comune di valutava positivamente sia il progetto di mitigazione dell’impianto,
che il livello di progettazione degli immobili intesi come scatola contenente,
e riteneva che il ciclo produttivo risultasse adeguato (superata l’incongruenza
tra progetto “architettonico” e “esecutivo”).
Casualmente in quell’occasione non si era accorto che nel progetto c’erano
tante lacune e illiceità che ci son servite 17 pagine per descriverle? Il
capannone principale in un punto del progetto era in cemento armato e in un
altro in travi d’acciaio tanto per citarne una.
Guarda a caso, solo
ora, alla luce degli sforzi da noi perpetrati in questa estenuante battaglia e
di fronte al furor popolare che avanza imperterrito,
anche loro iniziano quantomeno a fingere di valutare un definitivo cambio di
rotta.
Licia Zacchi & Sergio Cerri